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Lo Spirito Santo, la Chiesa, i Sacramenti

 

Il cammino della Chiesa parte dalla Pasqua, e assume fin da subito una connotazione missionaria.

Mt 28: insieme a Gesù

Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.
Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.
E Gesù, avvicinatosi, disse loro:

L’ultima parte del vangelo di Matteo vede Gesù risorto dare appuntamento agli undici.
I discepoli si prostrano, anche se in loro rimane il dubbio riguardo Gesù: infatti è un risorto senza poteri straordinari, che sembra non cambiare nulla (altro che regno di Dio!?).
Sembra di tornare agli inizi del Vangelo: la Galilea (non Gerusalemme), poca gente, cammino in salita e difficile.

Gli rispose Gesù: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".                                                                                                         (Mt 8,28)

 

At 1-15: chiamati a dare testimonianza

Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: "Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?". Ma egli rispose: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra". Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo.       (At 1, 6-9)

Gesù invita i discepoli a guardare cosa li attende: diventare testimoni.
Il testimone è colui che ci mette la faccia, che affronta a viso aperto i destinatari della Parola..
Ci soffermiamo a vedere:

1. A dare inizio alla missione è lo scoppio della Pentecoste.
La gente accorre e i discepoli parlano. Non c’è nessun progetto o strategia di conquista. Nessun incarico, solo la forza della Parola. L’iniziativa del parlare non è umana. Lo Spirito permette alla Chiesa di non rimanere chiusa in se stessa, ma di parlare. Non si identifica in una lingua, ma fa in modo che i testimoni del Risorto parlino le lingue degli uomini: ogni uomo sente proclamare nella sua lingua le meraviglie di Dio. La strategia dell’evangelizzazione non è “colonizzare”, ma è l’offerta.

Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: "Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?
[…]
Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: "Che significa questo?". Altri invece li deridevano e dicevano: "Si sono ubriacati di mosto".   (At 2,6-8.12-13)

A dare inizio alla missione è la persecuzione.
Dopo l’elezione dei diaconi e la morte di Stefano, i discepoli fuggono raggiungendo territori prima ostili. Così Filippo fonda una comunità a Samaria.

In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Filippo, sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo. E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati. E vi fu grande gioia in quella città.   (At 8,1.5-8)

In sogno Pietro è invitato a rivolgersi ai pagani.
Ritiene un dovere, un’obbedienza incontrare Cornelio. Questa apertura progressiva non deriva da scelte umane, ma è opera dello Spirito.

Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli ed aveva invitato i congiunti e gli amici intimi. Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: "Alzati: anch'io sono un uomo!".
[…] Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto.
[…] Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.   (At 10,24-26.34-35.47-48)

 

2. La testimonianza si concentra nell’annuncio di Gesù Risorto:

Inoltre la testimonianza si traduce nella vita concreta, nella comunità solidale,  nel coraggio di fronte al rifiuto (cfr. Pietro, Stefano, Giacomo, Paolo…):

Lo Spirito dona il coraggio di stare in piedi nelle avversità.
La missione non è mai imposizione, ma offerta, testimonianza, proposta.
La forza non è data dall’argomentazione, ma dal dono dello spirito.
Protagonisti non sono gli apostoli, ma la vicenda della Parola di Dio e l’opera dello Spirito, che ha trasformato questi uomini e donne, pavidi e impauriti, in testimoni coraggiosi.
Annunciare Gesù è offrire la salvezza la mondo.