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L'alleanza tra Dio e il suo popolo

 

obiettivi
individuare l’immagine che ciascuno ha di Dio; vedere che immagine i figli hanno di noi genitori; i comandamenti non come obbligo ma come unica possibilità di vita.

fase proiettiva
i comandi a mio figlio
genitori e bambini vanno insieme nell’aula e si dispongono “a famiglie”. I bambini in silenzio pensano a un “ordine” da impartire al genitore, poi lo comunicano nell’orecchio. Stessa cosa fanno i genitori con i bambini.

I genitori compilando la scheda:

Il tutto viene condiviso, anche con l’aiuto di un cartellone, e discusso.
Sarebbe interessante sottolineare questi “comandamenti” (anche se non sono usciti) perché si avvicinano come motivi ai dieci comandamenti.
Non andare con gli sconosciuti/Non darmi le parole/Stai un po’ a tavola/Fai quello che ti dico/Comportati bene/Non dare i pizzicotti/Non prendere le cose/Non dire le bugie/Non fare il broncio/Dammi un bacio!
Da rilevare anche le motivazioni che spingono un genitore a imporsi: il bene del figlio, la sua crescita, perché impari a vivere, perché sia felice.

fase di approfondimento
i comandamenti
Al terzo mese dall'uscita degli Israeliti dal paese di Egitto, proprio in quel giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. Levato l'accampamento da Refidim, arrivarono al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo:
"Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti".   (Es 19,1-6)




Dio si è mostrato più forte del Faraone, quando il popolo è passato dalla schiavitù alla libertà attraverso il mar Rosso. Nel cammino del deserto, Dio crea di nuovo il popolo, che non era più.
Dio prende l’iniziativa e mentre il popolo mormora e si lamenta orienta il futuro d’Israele:




I comandamenti non sono quindi l’espressione di un accordo giuridico pattuito tra due persone, ma la possibilità data al popolo di rispondere con libertà a quel Dio che ha donato dignità ed esistenza e che instaura con lui una relazione di fedeltà indefettibile. Non di rado le immagini usate per descrivere l’alleanza sono quelle della paternità e del matrimonio, fondate sull’amore, più che sulla legge.

I comandamenti si trovano nel capitolo 20 dell’Esodo.
Dio allora pronunciò tutte queste parole: [2] "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù:
intro Israele ha qualcosa di suo (tuo Dio) per la prima volta. Per la prima volta è.

[3] non avrai altri dei di fronte a me. [4] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [5] Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, [6] ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
1 La relazione tra YHWH e Israele è unica, nel contenuto e nelle modalità: è YHWH a fare Israele, non Israele a farsi il suo Dio.

[7] Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
2 Non è solo divieto di pronunciare, ma anche di disporre del nome, cambiando identità a Dio.

[8] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: [9] sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; [10] ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. [11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
3 Di fronte a Dio tutto è relativo: attività umane, differenze sociali… il tempo è suo.

[12] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
4 Poiché i genitori trasmettono ai figli le tradizioni, il diritto alla terra, l’essere membro del popolo.

[13] Non uccidere.
5 Dove il verbo intende non uccidere per ostilità, inganno, odio.

[14] Non commettere adulterio.
6 Distruggere il matrimonio significa ledere una delle condizioni essenziali della sopravvivenza e trasmissione della vita di un popolo. Il comandamento di per sé non riguarda altri peccati sessuali.

[15] Non rubare.
7 I beni essenziali per la vita sono essenziali come la vita stessa.

[16] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
8 Si tratta della comparizione di testimoni menzogneri o falsi durante un procedimento giudiziario. Essi potrebbero danneggiare o uccidere con le loro parole, facoltà che appartiene solo a Dio.

[17] Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".
9-10 Desiderare si intende non sognare di avere, quanto mirare risolutamente e fare di tutto per impossessarsi di quanto desiderato.




In sintesi, i comandamenti sono:

 

fase di riappropriazione
I comandi del Padre
Secondo laboratorio. Cosa mi chiederebbe il Padre (identificabile anche con il padre naturale se defunto) oggi. Che comandi mi darebbe. Si è poi invitati a condividerlo.