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Il sacramento della Riconciliazione

 

obiettivo
riprendere il rito della confessione per poterlo insegnare ai propri figli; capire il significato del rito; educare all’esame di coscienza.



fase proiettiva
Come si fa a confessarsi?
genitori e bambini vanno insieme nell’aula e si dispongono “a famiglie”. I bambini in silenzio pensano a un motivo per cui chiedere scusa al genitore, poi lo comunicano nell’orecchio.
Stessa cosa fanno i genitori con i bambini.
I genitori si confrontano con la scheda riguardo lo svolgersi del rito e il suo significato.

Metti in ordine trovando il significato dei vari momenti del rito della Penitenza
Accettazione delle opere penitenziali/Preghiera del penitente/Accoglienza (saluto)/Assoluzione/Rendimento di grazie e congedo del penitente/Confessione/Esortazione (incoraggiamento)/Lettura della Parola di Dio
…….La confessione inizia con un breve saluto. Il confessore ed il penitente fanno il segno della croce, ponendosi così sotto il misericordioso amore di Dio.
…….Viene letta la Parola di Dio, che non deve mai mancare: “è infatti la Parola di Dio che illumina il fedele a conoscere i suoi peccati e lo chiama a conversione e gli infonde fiducia nella misericordia di Dio” (Rito Penitenza, 17).
…….Il penitente confessa i peccati consegnandosi nelle mani del buon Dio.
…….Alla confessione risponde il ministro con una esortazione più dell’ordine della fede che non dell’istruzione morale o della direzione di coscienza. Il penitente è incoraggiato a non arrendersi e a percorrere il suo cammino confidando nella misericordia di Dio.
…….Quindi il ministro propone un esercizio penitenziale, meglio se concordato col penitente. Non si tratta di una contropartita per meritarsi il perdono di Dio, quanto di un aiuto per iniziare una vita nuova, un rimedio efficace alla malattia del peccato.
…….Il penitente recita una preghiera che esprime contrizione e pentimento.
…….Il sacerdote assolve sacramentalmente il penitente distruggendo irreversibilmente la colpa.
…….“Il Signore ha perdonato i tuoi peccati. Va in pace.”

fase di approfondimento
Il quarto sacramento
dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica
297. Perché esiste un Sacramento della Riconciliazione dopo il Battesimo? Poiché la vita nuova nella grazia, ricevuta nel Battesimo, non ha soppresso la debolezza della natura umana, né l'inclinazione al peccato (cioè la concupiscenza), Cristo ha istituito questo Sacramento per la conversione dei battezzati, che si sono allontanati da lui con il peccato.
298. Quando fu istituito questo Sacramento? Il Signore risorto ha istituito questo Sacramento quando la sera di Pasqua si mostrò ai suoi Apostoli e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi» (Gv 20,22-23).
301. In quali forme si esprime la penitenza nella vita cristiana? La penitenza si esprime in forme molto varie, in particolare con il digiuno, la preghiera, l'elemosina. Queste e molte altre forme di penitenza possono essere praticate nella vita quotidiana del cristiano, in particolare nel tempo di Quaresima e nel giorno penitenziale del venerdì.
302. Quali sono gli elementi essenziali del Sacramento della Riconciliazione? Sono due: gli atti compiuti dall'uomo, che si converte sotto l'azione dello Spirito Santo, e l'assoluzione del sacerdote, che nel Nome di Cristo concede il perdono e stabilisce le modalità della soddisfazione.
303. Quali sono gli atti del penitente? Essi sono: un diligente esame di coscienza; la contrizione (o pentimento), che è perfetta quando è motivata dall'amore verso Dio, imperfetta se fondata su altri motivi, e che include il proposito di non peccare più; la confessione, che consiste nell'accusa dei peccati fatta davanti al sacerdote; la soddisfazione, ossia il compimento di certi atti di penitenza, che il confessore impone al penitente per riparare il danno causato dal
peccato.
304. Quali peccati si devono confessare?
Si devono confessare tutti i peccati gravi non ancora confessati, dei quali ci si ricorda dopo un diligente esame di coscienza. La confessione dei peccati gravi è l'unico modo ordinario per ottenere il perdono.
305. Quando si è obbligati a confessare i peccati gravi? Ogni fedele, raggiunta l'età della ragione, ha l'obbligo di confessare i propri peccati gravi almeno una volta all'anno, e comunque prima di ricevere la santa Comunione.
306. Perché i peccati veniali possono essere anch'essi oggetto della confessione sacramentale?
La confessione dei peccati veniali è vivamente raccomandata dalla Chiesa, anche se non è strettamente necessaria, perché ci aiuta a formarci una retta coscienza e a lottare contro le cattive inclinazioni, per lasciarci guarire da Cristo e per progredire nella vita dello Spirito.
307. Chi è il ministro di questo Sacramento? Cristo ha affidato il ministero della riconciliazione ai suoi Apostoli, ai Vescovi loro successori e ai presbiteri loro collaboratori, i quali diventano pertanto strumenti della misericordia e della giustizia di Dio. Essi esercitano il potere di perdonare i peccati nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
309. Il Confessore è tenuto al segreto? Data la delicatezza e la grandezza di questo ministero e il rispetto dovuto alle persone, ogni Confessore è obbligato, senza alcuna eccezione e sotto pene molto severe, a mantenere il sigillo sacramentale, cioè l'assoluto segreto circa i peccati conosciuti in confessione.
310. Quali sono gli effetti di questo Sacramento?
Gli effetti del Sacramento della Penitenza sono: la riconciliazione con Dio e quindi il perdono dei peccati; la riconciliazione con la Chiesa; il recupero, se perduto, dello stato di grazia; la remissione della pena eterna meritata a causa dei peccati mortali e, almeno in parte, delle pene temporali che sono conseguenze del peccato; la pace e la serenità della coscienza, e la consolazione dello spirito; l'accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano.

Alcune domande…
Perché confessarmi se non cambio? Perché mi fido di Dio: Lui può tutto. Ogni Riconciliazione dice che noi non riusciamo a cambiare, ma crediamo che Lui possa trasformarci col suo amore.
Perché non basta risolverla tra me e Dio?
La conversione del singolo è sempre personale, ma non è mai privata. Tutta la chiesa è penitente. Il peccato individuale è un momento del peccato del mondo. Se io pecco, pecca la chiesa; se mi riconcilio, la chiesa si riconcilia.
Perché devo andare da un uomo (anche se prete)? Perché la chiesa (noi) non si salva da sola: la salva Cristo. In continuità con gli apostoli, il prete è segno e strumento con la sua persona visibile del non visibile Cristo. Il prete non è più capace né più bravo né più meritevole: rappresenta Cristo per il ministero che è chiamato a svolgere in forza della consacrazione, vedendo in questo un dono e una chiamata.
Cosa si potrebbe fare in meglio?
Avere meno fretta. Una preparazione più seria, l’esame di coscienza quotidiano. Conoscere il Rito. Mettere al centro la bontà di Dio prima del mio peccato. Maggior presenza (e santità) dei preti. Fedeltà periodica al sacramento.
Cosa accade quando un battezzato pecca?
Il cristiano peccando svuota la salvezza ricevuta e sconfessa che Gesù è Salvatore. Inoltre ferisce la comunità perché peccando il cristiano diventa un segno debole e uno strumento non efficace della salvezza.

Prassi penitenziale della Chiesa antica dei primi due secoli
Se il vescovo non ha una coscienza pura e se usa dei riguardi (verso un peccatore scandaloso) per motivi di lucro o a causa di regali, e se risparmia il peccatore insolente e gli permette di rimanere in chiesa, questo vescovo disonora la sua Chiesa dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini, come pure dinanzi ai neofiti ed ai catecumeni. Di più, egli trascina con sé i giovani e le giovani alla perdizione. Infatti, a causa dell’insolenza trionfante del peccatore - quando questi continua ad apparire dinanzi a loro - essi saranno scossi, lo imiteranno e si lasceranno sedurre. Saranno trascinati da un male identico, e si perderanno con lui. Ma se il peccatore vede che il vescovo ed i suoi ministri sono irreprensibili, e vede pure che tutto il gregge è senza macchia, egli non oserà, normalmente, unirsi all’assemblea dei fedeli, poiché la sua coscienza lo accusa dentro di sé. Se, nonostante tutto, il peccatore è abbastanza audace per entrare nell’assemblea, egli sarà ripreso e biasimato dal vescovo. E il peccatore guarderà tutti i membri della comunità, e non troverà macchia in nessuno di loro: troverà irreprensibili il vescovo e quanti lo circondano. Allora, arrossirà di confusione, e, pieno di vergogna, si ritirerà piangendo, con l’anima affranta dal rimorso, mentre il gregge rimarrà senza sozzure. Inoltre una volta partito, il peccatore si pentirà dei suoi peccati: piangerà e gemerà dinanzi a Dio, e riprenderà speranza. Dal canto suo, il gregge dei fedeli, vedendo le lacrime e il dolore di quest’uomo, sarà riempito di timore; tutti penseranno e costateranno che il peccatore perirà. Ecco perché, o vescovo, ti devi applicare ad essere puro nelle tue azioni. Riconosci che, nella posizione in cui ti trovi, sei stabilito come immagine di Dio onnipotente, e che tu occupi il posto dello stesso Dio onnipotente. Occupa dunque la tua cattedra in chiesa e insegna come uno che ha il potere di giudicare i peccatori al posto di Dio onnipotente. Perché è a voi, vescovi, che è stato detto nel Vangelo:  «Quanto legherete sulla terra, sarà legato in cielo» (Mt 18,18).
Tu, o vescovo, giudica con severità come Dio onnipotente, ma ricevi con carità i peccatori che sentono rimorso, come Dio onnipotente. Ammonisci, esorta ed insegna, poiché il Signore Dio ha giurato solennemente che concederà il suo perdono ai peccatori, come ha detto per mezzo di Ezechiele: «Figlio d’uomo, di’ ancora alla casa d’Israele: Voi parlate così: I nostri delitti e i nostri peccati pesano su di noi, e per essi ci consumiamo. Come potremo riaverci? Or, tu di’ loro: Com’è vero che io vivo, afferma il Signore Dio, io non voglio la morte dell’empio, ma che si converta dalla sua condotta e viva. Convertitevi, convertitevi dalle vostre vie cattive! Perché vorreste perire, o casa d’Israele?» (Ez 33,10-11).
Il Signore ha dunque dato ai peccatori, se si convertono, la speranza che la redenzione verrà loro applicata per il loro pentimento, affinché non cadano nella disperazione, e non rimangano nel loro peccato, e non ne aggiungano altri, ma invece si pentano, piangano, gemano sui loro peccati e si convertano sinceramente...
Quando il peccatore confessa di sentire rimorso (si proceda come segue). I pagani, quando si convertono e dicono: « Noi crediamo », riceviamoli nella comunità cristiana affinché sentano la Parola, ma non frequentiamoli fino a quando non abbiano ricevuto il sigillo e non siano divenuti perfetti. Così pure, non frequentiamo i peccatori fino a quando il loro pentimento non abbia dato i suoi frutti. Ma questi peccatori hanno il diritto di entrare nell’assemblea per sentire la Parola, per non perire completamente. Tuttavia, non partecipino alla preghiera (eucaristica), ma escano di chiesa; poiché se si renderanno conto che è loro vietato di prendere parte all’assemblea, si correggeranno, si convertiranno e si sforzeranno di farsi riammettere alla preghiera della comunità. Inoltre, i fedeli che vedranno e sentiranno questi peccatori uscire come se fossero pagani e pubblicani, proveranno spavento e staranno molto attenti a non peccare, per paura che non accada loro la stessa sorte: di dover cioè uscire di chiesa anch’essi, in quanto ritenuti rei di peccati o di menzogne.
Tuttavia, non proibire, o vescovo, a questi peccatori di entrare in chiesa e di ascoltare la Parola, poiché il nostro Signore e Salvatore non ha respinto e riprovato completamente i peccatori ed i pubblicani; ha perfino mangiato con loro. A questo riguardo, i farisei hanno mormorato contro di lui e hanno detto: «Mangia coi pubblicani e coi peccatori» (Mt 9,11). Nostro Signore ha risposto loro: «Non sono i validi che han bisogno di medico, ma i malati» (Mt 9,12). Ecco perché dovete andare da tutti coloro che sono convinti di avere peccato e che sono quindi ammalati, li dovete attirare a voi, averne cura, parlare loro, consolarli, trattenerli e convertirli. Quando uno di loro si converte e la sua conversione porta frutti, allora ricevetelo alla preghiera, come ricevete il pagano. Come battezzi il pagano e lo ammetti alla comunione, così imponi la mano al peccatore, mentre tutta l’assemblea prega per lui, e poi, autorizzalo ad entrare in chiesa e ricevilo nella vostra comunità. L’imposizione delle mani fa le veci del battesimo per il peccatore, poiché noi riceviamo la comunicazione dello Spirito Santo sia mediante l’imposizione delle mani sia mediante il battesimo.
Perciò, o vescovo, come un medico compassionevole, cura tutti i peccatori, fa uso di tutta la tua scienza e procura la guarigione, affinché i peccatori vivano. Non aver troppa fretta a tagliar fuori dalla comunità certi peccatori, usa delle tue ammonizioni come di un balsamo, usa della tua preghiera come di un cerotto. Se l’ascesso si sviluppa a danno delle carni, cerca di lenirlo con una medicazione salutare. Se l’ascesso diviene purulento, svuotalo, mediante una medicina energica, e cioè col tuo biasimo. Se la carne si gonfia, raschiala e cerca di livellarla con una medicina più forte, e cioè minacciando di giudizio il peccatore. Se si produce un cancro, fa’ uso di qualche caustico, cioè elimina il cancro imponendo ripetuti digiuni e purifica in questo modo l’ascesso putrido.
Ma se il cancro continua a crescere nonostante le cauterizzazioni, esamina bene il membro colpito. Allora, con altri medici, tieni un consulto, e dopo matura riflessione, taglia quel membro putrido affinché non corrompa tutto il corpo. Però, non ti lasciare andare troppo facilmente a tagliare, non affrettarti a far uso della sega dai denti affilati. Serviti prima di uno scalpello, apri l’ascesso, affinché si possa esaminano e conoscere la causa del male nascosto ed interno, di modo che il corpo rimanga senza ferite. Ma se tu vedi un peccatore che non fa penitenza e che perde ogni giorno speranza, allora con tristezza e con dolore, taglialo e gettalo fuori della chiesa. (Didascalia Apostolorum, Doveri del vescovo 11,10-13)

 

fase di riappropriazione
Esame di coscienza
Ciascuno scrive come guida la preghiera della sera.
In particolare, le domande che pone alla coscienza del proprio figlio.