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Il demonio in persona

 

obiettivo
portare a considerare la presenza del demonio accanto a noi; scorgere i segni della sua presenza e della sua opera; la preghiera come cura di liberazione e riconciliazione.

fase proiettiva
la lotta contro maligno
genitori e bambini vanno insieme nell’aula e si dispongono “a famiglie”. I bambini prima e i genitori poi evidenziano reciprocamente quando il “diavoletto” è stato ascoltato.
I genitori si compilano una scheda di laboratorio.

Il tutto viene condiviso e discusso.

 

fase di approfondimento
l’anti - Cristo
2850 L'ultima domanda al Padre nostro si trova anche nella preghiera di Gesù: “Non chiedo che Tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal Maligno” (Gv 17,15).
Riguarda ognuno di noi personalmente; però siamo sempre “noi” a pregare, in comunione con tutta la Chiesa e per la liberazione dell'intera famiglia umana. La Preghiera del Signore ci apre continuamente alle dimensioni dell'Economia della salvezza. La nostra interdipendenza nel dramma del peccato e della morte diventa solidarietà nel Corpo di Cristo, nella “comunione dei santi” [Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Reconciliatio et paenitentia, 16].
2851 In questa richiesta, il Male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il Maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il “diavolo” [dia-bolos”, colui che “si getta di traverso”] è colui che “vuole ostacolare” il Disegno di Dio e la sua “opera di salvezza” compiuta in Cristo.
2852 “Omicida fin dal principio”, “menzognero e padre di menzogna” (Gv 8,44), “Satana, che seduce tutta la terra” (Ap 12,9), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata “dalla corruzione del peccato e della morte” [Messale Romano, Preghiera eucaristica IV]. “Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del Maligno” (1Gv 5,18-19):

Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio, non teme il diavolo.
“Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31)
[Sant'Ambrogio, De sacramentis, 5, 30: PL 16, 454AB].

2853 La vittoria sul “principe del mondo” (Gv 14,30) è conseguita, una volta per tutte, nell'Ora in cui Gesù si consegna liberamente alla morte per darci la sua Vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo è “gettato fuori” (Gv 12,31) [Cf Ap 12,10].
Si avventa “contro la Donna”, [Cf Ap 12,13-16] ma non la può ghermire: la nuova Eva, “piena di grazia” dello Spirito Santo, è preservata dal peccato e dalla corruzione della morte (Concezione immacolata e Assunzione della Santissima Madre di Dio, Maria, sempre vergine). Allora si infuria “contro la Donna” e se ne va “a far guerra contro il resto della sua discendenza” (Ap 12,17). É per questo che lo Spirito e la Chiesa pregano: “Vieni, Signore Gesù” (Ap 22,17; Ap 22,20): la sua venuta, infatti, ci libererà dal Maligno.
2854 Chiedendo di essere liberati dal Maligno, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli è l'artefice o l'istigatore.
In quest'ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo.
Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l'umanità, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell'attesa perseverante del ritorno di Cristo.
Pregando così, anticipa nell'umiltà della fede la ricapitolazione di tutti e di tutto in colui che ha “potere sopra la Morte e sopra gli Inferi” (Ap 1,18), “colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!” (Ap 1,8): [Cf Ap 1,4]
(dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

 

fase di riappropriazione
Voi dunque pregate così
Siamo consapevoli che il male si esprime nei nostri atteggiamenti di egoismo, avarizia, lussuria, vanità, indifferenza, nelle nostre finzioni e paure. Impariamo:

Il percorso del Padre nostro è antitetico a quello che regge di solito ogni preghiera, che va dal basso verso l’alto, dall’uomo e la sua miseria verso Dio e la luce. Qui invece si parte dal cielo e si scende fino al groviglio oscuro del male. Questa è la parabola dell’Incarnazione; è la vicenda narrata nei vangeli; è la storia di un Dio che va incontro all’uomo abbandonando la sua gloriosa trascendenza celeste per avviarsi sulle strade incerte della storia. Ma nel momento dell’ingresso più profondo nella miseria dell’uomo, nel limite dell’umanità, comincia l’ascesa verso il cielo.
(Simone Weil, Attesa di Dio)
Ci si pone delle domande che poi vengono condivise: