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Il battesimo

 

obiettivo
ricordare il rito del sacramento del Battesimo con i suoi segni; collegarlo alla morte e risurrezione di Gesù più che al suo “battesimo”; la vita eterna dono del risorto.

fase proiettiva
Il primo sacramento
genitori e bambini vanno insieme nell’aula e si dispongono “a famiglie”. I bambini poi lasciano la stanza.
I genitori si dividono in alcuni gruppetti di lavoro e riflettono sulle tematiche proposte:

Il tutto viene condiviso e discusso.

fase di approfondimento
L’acqua: sepolcro e madre
Celebrazione del Sacramento del Battesimo oggi...
Si comincia con la preghiera sull’acqua, strutturata come un vero e proprio ricordo dei grandi interventi salvifici di Dio nella realtà umana. Attraverso la preghiera sull’acqua s’intende richiamare il concetto del battesimo come ripristino dell’armonioso progetto iniziale di Dio: fine dell’uomo vecchio, peccatore, e inizio di una vita nuova, eterna. Nella sua struttura, la preghiera riporta tutte le azioni compiute da Dio: da quando lo Spirito di Dio si librava sulle acque primordiali, al diluvio universale che salva Noè e la sua famiglia; dalle acque del Mar Rosso che segnano la fine della schiavitù del popolo di Israele dall’Egitto, alle acque del Giordano dove Gesù, sottoponendosi al lavacro di penitenza predicata da Giovanni Battista, viene proclamato dallo Spirito Figlio prediletto di Dio.
Il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” Adamo non viene espresso solo dal segno dell’acqua, ma anche dalla triplice rinuncia a Satana, alle sue opere e alle sue seduzioni, cioè a tutto ciò che è contrario a Dio e al suo progetto di salvezza in favore degli uomini. Alla triplice rinuncia corrisponde la triplice professione di fede che contiene il nucleo essenziale della fede cristiana. Al centro di tutta la celebrazione battesimale c’è il gesto fondamentale ed essenziale che esprime e realizza il passaggio di ogni umana creatura alla dimensione della vita divina: la triplice immersione nell’acqua o la triplice infusione sul capo (per motivi di opportunità, quest’ultima è la pratica più diffusa). Prima che questo accada, viene ancora una volta chiesto se si vuole il battesimo. Dopo la risposta viene versata l’acqua con la formula trinitaria presa dal vangelo di Matteo (38,19) “Io ti battezzo nel nome del Padre…”. Si è quindi battezzati nel nome di quell’unico Dio che si è rivelato a noi in tre Persone. Dopo il battesimo, la comunità presente attraverso un’acclamazione o un canto può esprimere la gioia per la grandezza del mistero che si compie.
Al fondamentale gesto compiuto con l’acqua, la tradizione liturgica ha aggiunto alcuni gesti esplicativi per manifestare visibilmente gli effetti del battesimo. In primo luogo, viene fatta l’unzione con il crisma sul capo del battezzato. Il crisma è l’olio benedetto dal Vescovo che viene usato anche per la confermazione e le sacre Ordinazioni (diaconali, sacerdotali e vescovili). Questa unzione, come appare dalla preghiera che l’accompagna, esprime l’intima unione del battezzato con Cristo, l’Unto, il consacrato per eccellenza. «Dio onnipotente... ti consacra con il crisma di salvezza, perché inserito in Cristo... sia sempre membra del suo corpo, per la vita eterna».
La consegna della veste bianca vuole indicare la nuova condizione di invitati al banchetto nuziale, il banchetto del Regno, al quale si può accedere solo se in possesso della veste resa candida dal sangue dell’Agnello. Fin dai primi secoli, la tunica bianca che veniva indossata dal neo-battezzato, appena uscito dall’acqua, assunse un grande significato alla luce del testo che descrive i beati in cielo avvolti in bianche vesti (Ap. 7,13-14; 19,9). Le parole che accompagnano il gesto alludono alla Parabola dove Gesù descrive il regno di Dio come un banchetto di nozze per il quale è necessario possedere l’abito nuziale, cioè l’essere rivestiti di Cristo. «Sei diventato nuova creatura e ti sei rivestito di Cristo. Questa veste bianca sia segno della tua nuova dignità».
Il cero acceso è un chiaro segno pasquale, che richiama il Cristo risorto: simbolo di quella fede che dovrà accompagnare il cristiano fino all’incontro ultimo con lo sposo, quando come le vergini prudenti saremo chiamati e accolti alle nozze eterne. «Ricevete la luce di Cristo» dice il sacerdote. «Illuminati da Cristo, vivete sempre come figli della luce».
Con questo gesto si conclude la liturgia del sacramento. Colui che presiede tocca le orecchie e le labbra del battezzato, come Gesù fece con il sordomuto (Mc 7,33-34). Le parole che accompagnano questo gesto sono abbastanza significative: “Il Signore che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua Parola e di professare la tua fede a lode e gloria di Dio Padre”.

Alcune domande
Cos’è il Battesimo? Deriva dal greco baptizein, che significa “tuffare”, “immergere”.
È il sacramento che unito a Cresima ed Eucaristia immerge il cristiano in una relazione di comunione con Cristo. «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2,38).
Cosa fa il Battesimo? Rimette il peccato convertendo totalmente la vita e inserisce in Cristo e nella Chiesa.
Cosa si intende per peccato originale? Lo stato di vita destinato alla morte, proprio di chi vive nel mondo in complicità con l’”uomo vecchio”. La rinascita nel battesimo pone nella chiesa in solidarietà con Cristo “uomo nuovo”.
Cosa si intende per inserimento in Cristo? Partecipare alla sua stessa vita (sepoltura, crocifissione, risurrezione): «Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui [con-sepolti] nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui [con-crocifissi], perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui [con-vivremo], sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù» (Rom 6,3-11.13). Morire e rinascere nello stesso tempo:«Voi vi siete immersi tre volte nell’acqua, e inversamente siete risaliti… Nell’immersione, come nella notte, voi non vedevate nulla; nell’emersione, al contrario, voi vi siete trovati come nel giorno. Nello stesso momento voi siete morti e siete nati, e quest’acqua salutare è diventata per voi un sepolcro e una madre.» (Cirillo di Gerusalemme, Catechesi mistagogiche 2,4)
Cosa si intende per inserimento nella chiesa? Si diventa cristiani mediante altri cristiani: la comunità dei credenti conduce altri a credere. La chiesa è perciò il sacramento della salvezza nel senso che Dio rende nel suo Spirito questa comunità il luogo della salvezza e lo strumento che conduce a questo luogo della salvezza.
Il Battesimo è necessario per salvarsi? Sì, secondo il comando di Gesù: «Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito”» (Gv 3,5).
Ciò non significa che Dio, nella sua misericordia, non possa diversamente salvare. Rimane il fatto però che la chiesa ha ricevuto dal suo Signore il comando di donare il battesimo come strumento di salvezza. Acqua e spirito sono per tutti il mezzo per entrare nel regno di Dio. Un conto è non avere “a disposizione” il battesimo, ben altra cosa è rifiutarlo.
Uno può “togliersi” il battesimo? No, perché:

Per questo si dice che il Battesimo è la porta dei sacramenti, perché la Chiesa potrà e saprà accogliere il cristiano che ha peccato, il cristiano malato, l’amore umano di due credenti, il servizio ministeriale dei cristiani ordinati, in quanto già prima, col battesimo, ha potuto accogliere in maniera definitiva il cristiano come suo membro.


Ha senso battezzare i bambini? Sì, perché:

Celebrazione del Sacramento del Battesimo agli inizi...
“Dopo aver scelto (eligitur) coloro che dovranno ricevere il Battesimo, si esamini la loro vita: hanno vissuto devotamente nel periodo del catecumenato, onorando le vedove, visitando i malati, praticando opere buone? Se coloro che li hanno presentati testimoniano che si sono comportati in questo modo allora ascoltino il vangelo. Fin da quando vengono separati (a tempore qua separati sunt), ogni giorno si imponga loro la mano per esorcizzarli. All'avvicinarsi del giorno in cui dovranno ricevere il Battesimo, il Vescovo li esorcizzi uno per uno per vedere se sono puri. Chi non è buono o non è puro venga scartato, perché non ha ascoltato con fede la Parola.
È impossibile che lo straniero (alienus) si nasconda sempre!
Si ordini a coloro che devono ricevere il Battesimo di prendere un bagno e di lavarsi il quinto giorno della settimana. Se una donna ha le mestruazioni, venga messa in disparte e riceva il Battesimo un altro giorno. Al canto del gallo, per prima cosa si preghi sull'acqua (oretur super acquam). Sia acqua che scorra in una fonte o che fluisca dall'alto... (Coloro che devono ricevere il Battesimo) si spoglino (ponent vestes). Battezzate per primi i bambini. Tutti quelli che sono in grado di rispondere da sé rispondano. Per quelli che non sono in grado, rispondano i genitori o qualcuno della famiglia. Battezzate poi gli uomini e infine le donne, le quali avranno disciolto i capelli e deposto i loro gioielli d'oro e d'argento. Nessuno discenda nell'acqua con addosso qualcosa di estraneo. All'ora fissata per il Battesimo il Vescovo renda grazie sull'olio (oretur gratias super oleum) e poi lo metta in un vaso: è l’olio del rendimento di grazie. Poi prenda altro olio e pronunci su di esso un esorcismo (sumit aliud oleum quod exorcizet): è l’olio dell' esorcismo. Un diacono prenda l'olio dell'esorcismo e si ponga alla sinistra del presbitero, un altro prenda l'olio del rendimento di grazie e si ponga alla destra del presbitero. Il presbitero, prendendo in disparte uno per uno coloro che devono ricevere il Battesimo, gli ordini di abiurare dicendo: «Rinuncio a te, Satana, ad ogni tua schiavitù, ad ogni tua opera». Dopo l'abiura (cum renuntiavit), lo unga con l'olio di esorcismo dicendo: «Ogni spirito si allontani da te». Così lo affidi nudo al Vescovo o al presbitero che sta vicino all' acqua, perché lo battezzi. Un diacono discenda nell'acqua insieme con colui che deve essere battezzato.
Quando questi è disceso nell' acqua, colui che battezza gli imponga la mano sul capo dicendo: «Credi in Dio Padre Onnipotente?». Colui che viene battezzato risponda: «Credo». Lo battezzi allora una prima volta tenendogli la mano sul capo. Poi chieda: «Credi in Gesù Cristo, che è nato per mezzo dello Spirito santo dalla Vergine Maria, è stato crocifisso sotto Ponzio Pilato, è morto ed è risorto il terzo giorno, vivo dai morti, è salito ai cieli, siede alla destra del Padre e verrà a giudicare i vivi e i morti?». Quando colui che viene battezzato avrà risposto «Credo», lo battezzi una seconda volta. Poi ancora chieda: «Credi nello Spirito santo e nella santa Chiesa e nella risurrezione carne?». Il battezzato risponda «Credo». Così sia battezzato per la terza volta.
Il presbitero lo unga, quando risale, con l’olio di rendimento di grazie dicendo: «Ti ungo con l'olio santo nel nome di Gesù Cristo». E così uno per uno si asciughino, si rivestano ed entrino in chiesa (in ecclesia ingrediantur). Il Vescovo imponga loro la mano e invochi dicendo: «Signore Dio, che li hai resi degni di meritare la remissione dei peccati mediante il lavacro di rigenerazione dello Spirito santo, infondi in essi la tua grazia, affinché ti servano secondo la tua volontà poiché a te è la gloria, al Padre e al Figlio con lo Spirito santo nella santa Chiesa, ora e nei secoli dei secoli. Amen».
Poi versandogli l’olio santificato ed imponendogli la mano dica: «Ti ungo con l'olio santo nel Signore Padre onnipotente e in Gesù Cristo e nello Spirito santo». Lo segni sulla fronte (consignans in fronte), lo baci e dica: «Il Signore sia con te». Colui che è stato segnato risponda «E con il tuo spirito». Così il Vescovo faccia a tutti, uno per uno.
I neo-battezzati preghino ormai con tutto il popolo, ma preghino insieme con i fedeli solo dopo aver ricevuto tutto ciò. Dopo aver pregato diano il bacio della pace. A questo punto i diaconi presentino l'offerta al Vescovo. Questi benedica il pane per 'rappresentare' il corpo di Cristo (in exemplum, quod dicit graecus antitypum, Corporis Christi); poi il calice di vino misto, per 'rappresentare' il sangue sparso per tutti quelli che hanno creduto in lui (propter antitypum, quod dicit graecus similitudinem); il latte e il miele, mescolati insieme per indicare l'adempimento della promessa fatta ai nostri padri di una terra dove scorresse latte e miele, cioè della carne che il Cristo stesso ha donato - e di cui si nutrono alla maniera dei bambini i credenti - e che trasforma in dolcezza l'amarezza del cuore con la soavità della parola; infine l'acqua offerta in segno di purificazione, affinché anche la parte interiore dell'uomo, l'anima, riceva gli stessi effetti del corpo.
Il Vescovo dia tutte queste spiegazioni a coloro che si comunicano. Spezzi poi il pane e ne distribuisca un pezzetto ad ognuno dicendo: «Il pane celeste in Gesù Cristo». Chi lo riceve risponda: «Amen»... Coloro che ricevono la comunione bevano da ognuno dei calici. Colui che porge il calice dica: «In Dio Padre onnipotente». Colui che beve risponda «Amen». «E nel Signore Gesù Cristo, nello Spirito santo e nella santa Chiesa». Risponda ancora: «Amen»...
Terminato questo rituale, ciascuno si curi di compiere buone azioni, di piacere a Dio e di vivere rettamente, aderendo con zelo ai principi della Chiesa, mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti e progredendo nella pietà.”
(Ippolito, Traditio Apostolica, 22)

fase di riappropriazione
mio figlio mi chiede…
Nei gruppi precedenti, proviamo a rispondere ai bambini: