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Cosa sappiamo di Gesù?

 

obiettivo
far emergere i fatti e le parole di Gesù raccontati dal Vangelo; riflettere sul linguaggio del vangelo che non è cronaca né invenzione; individuare e fissare ciò che è fondante per la fede e va professato e creduto.

fase proiettiva
il Gesù del vangelo
Genitori e bambini vanno insieme nell’aula e si dispongono “a famiglie”. I bambini prima e i genitori poi sono invitati a dirsi una cosa che Gesù ha detto o fatto e che ricordano. Quindi i bambini se ne vanno. I genitori si dividono in quattro gruppetti, e a ciascuno è rivolto un compito: dire a proprio figlio quello che so riguardo le seguenti tematiche (eventualmente con l’aiuto del vangelo).

Il tutto viene condiviso e discusso.

fase di approfondimento
Gesù nei vangeli
Vangelo        Nel Vangelo sono scritte le parole e i gesti di Gesù
Gesù è esistito?
Si, Gesù è esistito. Ne è prova la molteplice attestazione di antiche fonti indipendenti sul Gesù storico: ossia i quattro vangeli, pochi dati sparsi altrove nel Nuovo Testamento e Flavio Giuseppe.
Cos’è il vangelo?
La narrazione delle parole e delle azioni di Gesù, culminante necessariamente nella sua morte e risurrezione. Tale narrazione intende comunicare a un uditorio credente gli effetti salvifici degli eventi narrati. Quindi non è una cronaca, non vuole offrire una narrazione completa della vita di Gesù.
È vero quello che è scritto nei vangeli?
I vangeli sono fonti molto difficili. Il messaggio che vogliono trasmettere è scritto da un credente per diverse comunità di credenti. Il genere letterario è vario e appartiene a quell’epoca. Lo storico di oggi fatica perciò a raggiungere la verità del fatto narrato. Nella ricerca si ritiene che quanto riportato nei vangeli è accaduto molto probabilmente se:

Indagare sui vangeli vuol dire dubitare o credere di meno?
Assolutamente no. Si scruta la scrittura per non:

Cercare la verità su Gesù può contribuire a rendere la fede cristiana più autentica.

Cosa è realmente accaduto  (cosa sappiamo con altissima probabilità)
Gesù nacque durante il regno di Erode il Grande (37-4 a.C) più verosimilmente a Nazaret e non a Betlemme, e deboli indicazioni rendono verosimile che sia nato verso la fine del Regno di Erode nel 6 o 7 a.C. circa. Dopo un’educazione non straordinaria in una famiglia devota di contadini giudei della bassa Galilea, fu attratto dal movimento di Giovanni il Battista, dal quale fu battezzato cominciando così il suo ministero pubblico. Alternò regolarmente la sua attività tra la nativa Galilea e Gerusalemme (inclusa l’area circostante della Giudea), salendo alla città santa per le grandi feste, quando grandi folle di pellegrini potevano garantire un uditorio che altrimenti non avrebbe potuto raggiungere.
Gesù svolse il suo intero ministero e poi subì la crocifissione mentre Ponzio Pilato era prefetto della Giudea (26-36 d.C). Evidentemente ebbe la sensazione che la crescente ostilità delle autorità del tempio di Gerusalemme nei suoi confronti stesse per raggiungere il culmine.
Così celebrò un solenne banchetto di addio con il gruppo più ristretto dei suoi discepoli.
Arrestato, dapprima fu esaminato da alcuni capi giudei (meno verosimilmente dall’intero sinedrio) e poi consegnato a Pilato. Pilato, rapidamente, lo condannò a morte per crocifissione.
Dopo essere stato flagellato e schernito, Gesù fu crocifisso, fuori Gerusalemme, nello stesso giorno.
Il suo ministero cominciò più o meno tra il 26 e il 29 d.C., si protrasse almeno per un anno e forse fino a tre anni e qualche mese e si concluse con la sua esecuzione più o meno tra il 28 e il 33. Gesù era quindi a metà dei suoi trent’anni all’inizio del suo ministero e dalla metà alla fine della trentina alla sua conclusione.

Pastori, donne di casa e carpentieri     Gesù nasce in una famiglia di Nazaret.
Maria, la sua mamma, è una giovane donna. Giuseppe è un falegname.
Testi: Lc 2,8-12.15-20); Mc 6,1-3
Dove è nato Gesù? Probabilmente a Nazaret. Sicuramente vi crebbe, tanto da essere chiamato il nazareno. I racconti dell’infanzia, dicendo che Gesù nasce a Betlemme, sottolineano la sua discendenza davidica, cosa che viene riconosciuta dai contemporanei di Gesù.
Maria è vergine? I racconti dell’infanzia affermano la tradizione sul concepimento verginale di Gesù per la potenza dello Spirito Santo. Maria è vergine in tutto ciò che riguarda la vicenda di Gesù.
Gesù ha fratelli e sorelle? Abbiamo notizia di quattro fratelli di Gesù e almeno di due sorelle anonime. “Fratelli” e “sorelle” in senso ampio intendono la parentela allargata: si riferirebbe quindi ai cugini, anche se non sono gli unici vocaboli usati per intendere i “cugini”. Il fatto che Giuseppe sia notevolmente assente durante il ministero pubblico è spiegato al meglio dall’idea tradizionale che fosse già morto. La madre, i fratelli e le sorelle di Gesù erano ancora in vita nel periodo del ministero, benché non senza qualche tensione.
Gesù era sposato? Di fronte a quest’informazione sui membri della famiglia di Gesù, il silenzio totale su una moglie o sui figli è da intendere come indicazione che Gesù scelse il percorso molto inusuale, ma non sconosciuto, del celibato.
Gesù era povero? Gesù, il falegname di Nazaret, era povero per i nostri moderni standards, benché relativamente alla sua società non fosse più povero della grande maggioranza dei galilei.

Pescatori     Gesù aveva tante persone che lo seguivano.
Testi: Mc 3,13-21
Chi era la folla?
Sono coloro che seguono Gesù. Non dovevano essere pochi quelli che l’hanno seguito fino alla fine, se Caifa e Pilato, decretandone la morte, lo ritengono un possibile agitatore.
Un seguito che poteva definirsi “povero” come lo era la grande maggioranza della popolazione della Palestina.
Chi sono i molti discepoli?
Sono coloro che Gesù in prima persona ha invitato a seguirlo.
La sequela comportava l’abbandono della casa e della famiglia, tanto che spesso il discepolo è osteggiato non solo dalla gente ma anche dalla propria famiglia. Gesù e i suoi discepoli generalmente andavano al di là dei confini spirituali, associandosi e mangiando con tipi di dubbia fama sociale e religiosa, come esattori delle tasse e peccatori.
Scandaloso per il periodo che tra i discepoli ci siano pure delle donne.
Chi sono i dodici?
Sono discepoli “numerati” da Gesù. Sono importanti come “dodici” (non personalmente, di alcuni sappiamo poco più che il nome) perché sono il simbolo della realizzazione del Regno (si attendeva la restaurazione delle dodici tribù di Israele). Tra loro si accenna maggiormente a un gruppo di tre (Pietro, Giacomo e Giovanni) ma l’unico rilevante è Pietro per il ruolo guida che esercitò all’inizio della chiesa. Gesù è il fondatore dei dodici, non un loro membro e nemmeno il leader.Così Gesù è simile ai profeti che si distinguevano dal popolo di Israele a cui si rivolgevano.
Gesù ha fondato la chiesa?
Alcuni tra i discepoli di Gesù divennero personaggi chiave della chiesa primitiva. Tuttavia pare che Gesù non volesse creare una comunità religiosa dentro Israele. Vero anche però che la chiesa primitiva, come noi la conosciamo, non sarebbe sorta senza il ministero di Gesù. Gesù non fonda la chiesa, ma la chiesa nasce da Gesù.

Malati          Gesù guarisce i malati e dona la vita.
Testi: Mt 11,4-6
Cosa è un miracolo?
Un prodigio che cambia la persona mostrando che è all’opera la signoria di Dio. La fede, più che la scienza, è in grado di stabilirlo.
Gesù ha fatto miracoli?
Con altissima probabilità Gesù ha compiuto guarigioni, esorcismi, e altri prodigi. Più difficile è esprimere un giudizio sui singoli miracoli.

1. Le guarigioni
-    persone sofferenti in parti del corpo paralizzate o storpiate (Mc 2,1-12; Gv 5,1-9; Mc 3,1-6; Lc 13,10-17; Mt 11,5);
-    ciechi (Bartimeo Mc 10,46-52; il cieco di Betsaida Mc 8,22-26; l’uomo nato cieco Gv 9,1.6-7; Mt 11,5);
-    lebbrosi (Mc 1,40-45; Lc 17,11-19; );
-    altri (guarigione della suocera di Pietro Mc 1,29-31; la donna con l’emorragia Mc 5,24-34; uomo affetto da idropisia Lc 14,1-6; il sordomuto Mc 7,31-37; orecchio dello schiavo del sommo sacerdote Lc 22,49-51; servo del centurione Mt 8,5-13)

2. Esorcismi
-    Il ragazzo posseduto (Mc 9,14-29)
-    Il riferimento a Maria Maddalena (Lc 8,2)
-    L’indemoniato di Gerasa (Mc 5,1-20)
-    L’indemoniato nella sinagoga di Cafarnao (Mc 1,23-28; Lc 4,33-37)
-    L’indemoniato muto (e cieco?) (Mt 12,22-23a; Lc 11,14)
-    L’esorcismo di un indemoniato muto (Mt 9,32-33)
-    Il racconto della donna sirofenicia (Mc 7,24-30; Mt 15,21-28)

3. Risuscitamento di persone defunte
-    La figlia di Giairo (Mc 5,21-43; Mt 9,18-26; Lc 8,40-56);
-    il figlio della vedova di Nain (Lc 7,11-17);
-    Lazzaro (Gv 11,1-45)

4. Miracoli sulla natura
-    tassa sul tempio (Mt 17,24-27)
-    maledizione del fico sterile (Mc 11,12-21; Mt 21,18-20)
-    pesca miracolosa (Lc 5,1-11; Gv 21,1-14)
-    Gesù cammina sull’acqua (Mc 6,45-53; Mt 14,22-33; Gv 6,16-21)
-    la tempesta sedata (Mc 4,35-41; Mt 8,23-27; Lc 8,22-25)
-    trasformazione dell’acqua in vino a Cana (Gv 2,1-11)
-    distribuzione di cibo alla moltitudine (Mc 6,32-44)

Dottori del tempio            Gesù insegna nella sinagoga e chiama Dio papà.
Testi: Mt 5,17-18; Mc 1,21-22; Lc 11,20
Quale fede ha ricevuto Gesù?
Gesù è un uomo di preghiera. Conosce e osserva, come ogni ebreo, la legge mosaica.
Tuttavia si dimostra autorevole, sembra voler “completare” la legge. Annuncia il regno di Dio escatologico, ma già presente in mezzo a noi. Un regno che esige conversione e fede. Gesù siede coi pubblicani e i peccatori/ compie miracoli/ agisce di sabato/ chiama Dio papà.
Cosa annuncia Gesù?
Il messaggio centrale di Gesù riguarda il Regno, presentato come un già (regno presente) e non ancora (regno futuro). Il regno futuro è inteso da Gesù come “regno di Dio” che stabilirà il suo dominio pieno e incontrastato sul mondo in generale e su Israele in particolare.
Quando verrà il regno futuro?
Gesù non fissò alcuna scadenza per la comparsa del Regno. Il Regno che viene intende esprimere il capovolgimento di ogni ingiusta oppressione e sofferenza, la concessione del premio promesso agli israeliti fedeli (beatitudini) e la partecipazione gioiosa dei credenti (e di alcuni pagani) al banchetto celeste con i patriarchi di Israele. In una parola, il regno porta salvezza.
Come si mostra già presente?
I detti e le azioni di Gesù significano la presenza del Regno. Niente Gesù compie che non si possa ricondurre all’agire di Dio. Gesù mostra il Regno quando parla e quando tace, quando agisce e quando resta immobile, quando incontra e quando si ritira da solo… In ogni istante Gesù mostra il regno di Dio. Gesù infatti è Dio.
In tutto e per tutto.

Soldati         I soldati vedono Gesù sulla croce e sorvegliano la sua tomba. Ma Gesù risorge
Testi: Mt 27,62-66; 28,1-4.11-15
Come è avvenuta la morte di Gesù? Gesù viene arrestato dai giudei.
Dopo aver incontrato le autorità giudaiche presso il sinedrio, Gesù è condotto dinanzi a Pilato, il governatore romano. Presentato al cospetto di Erode, viene condannato da un Pilato quasi costretto dagli eventi. I soldati, dopo averlo maltrattato nel pretorio, conducono Gesù al golgota e lo crocifiggono. Gesù muore, il corpo viene deposto in un sepolcro e sorvegliato da una guardia.
Cosa dice la risurrezione? La risurrezione non viene mai descritta, ma c’è concordanza nell’affermare che Gesù dopo la morte si è mostrato ancora vivo ed è stato annunciato come risorto dai morti.
La risurrezione di Gesù è la risposta di Dio all’ingiustizia umana che ha ucciso Gesù. Gesù, uomo, è costituito Figlio di Dio, è glorificato. Dà un significato all’assurdità della sofferenza e della morte; fonda la speranza del credente: c’è chi muore per la fede nella divinità di Gesù.
Gesù è risorto? La Risurrezione non è un fatto storico, cioè non si può verificare nè misurare. Verificabili sono:

Perché Gesù è morto? Diremmo: perché se l’è cercata.
La morte di Gesù ha ragione teologica con rilevanza politica. Gesù muore per fedeltà alla missione affidatagli da Dio. Non è stato passivo di fronte alla morte, ma opera dei gesti (manda i suoi, entra a Gerusalemme) preoccupato che la missione vada a buon fine. Gesù coglie il significato della sua morte e la comunica: è un atto supremo di dedizione, di pro-esistenza verso Dio e verso gli uomini.

fase di riappropriazione
Credo in Gesù
Il Simbolo di fede del Concilio di Antiochia (325 d.C.) definisce la verità da credere riguardo Gesù.
Ciascun gruppo è invitato a riflettere su un pezzetto, approfondirlo e immaginare di proporlo al proprio figlio.