Sample menu:

Ambienti

Ti serve una stanza?

Prenota campo da calcio campo da calcio

Contatti:

tel. 030 5236311
fax 030 5236312

Links interessanti:

Seguici:

Liberi di servire

 

obiettivo
comprendere l’attualità della Bibbia, attraverso il riferimento al libro dell’Esodo; mostrare che la libertà dell’uomo è difficile ed è una conquista; far percepire che la libertà dell’uomo si attua pienamente nell’amore (per Dio e per l’uomo): siamo liberi per amare

fase proiettiva
Dalla schiavitù...
Quando si può dire che un uomo è veramente libero? Si può essere liberi e, contemporaneamente, obbedire a Dio? Rifletto su ciò che procura schiavitù e sulle conseguenze “mortali”. Schiavitù è quando non ho scelta di fronte a un bisogno (non gli resisto).
Considerando alcuni contesti (stato d’animo/cose/il mio corpo/persone/Dio) individuo le schiavitù possibili e le eventuali conseguenze. Il tutto viene condiviso e discusso.

fase di approfondimento
Sguardo ai testi
I cinque libri Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio e Giosuè raccontano di come Dio abbia accompagnato Israele dalla schiavitù dell’Egitto alla libertà della terra promessa.
Ci troviamo di fronte a testi noiosi (testi di legge, codici, rituali) ed ad altri vivaci (sezioni narrative).

Dio ama il suo popolo (Es 1-15)
A differenza di Genesi qui non abbiamo più protagonisti singoli con i loro clan, ma il popolo intero. In Egitto scesero 70 persone del clan di Giacobbe, ora c’è un popolo (Israele) destinatario della promessa, che cerca di uscire dalla schiavitù. La vicenda tutta mostra Dio che, fedele, realizza le sue promesse.
Si racconta dell’oppressione, delle piaghe, della celebrazione della Pasqua, dell’uscita dall’Egitto.
Una vera e propria celebrazione del potere di Dio, tanto da collocare questi testi in ambito liturgico.

In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè. (Es 14,30-31)

Mosè: il potere di Dio
Mosè anticipa la sorte del suo popolo: preservato nell’oppressione (salvato dalle acque), allevato nella casa del faraone,  in fuga dall’Egitto (presso Madian) dopo aver ucciso un egiziano, felicemente sposato e anziano. Dio lo chiama a ottant’anni. Un vecchio debole con un bastone, non un giovane forte con spada o scettro. Dio si manifesta contrario al potere umano. Dio rivela il suo nome a Mosè e si pone accanto a lui. L’Esodo è la memoria dell’agire potente di Dio per il suo popolo.

Quando in avvenire tuo figlio ti domanderà: Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste norme che il Signore nostro Dio vi ha date? tu risponderai a tuo figlio: Eravamo schiavi del faraone in Egitto e il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente. Il Signore operò sotto i nostri occhi segni e prodigi grandi e terribili contro l'Egitto, contro il faraone e contro tutta la sua casa. Ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato ai nostri padri di darci. Allora il Signore ci ordinò di mettere in pratica tutte queste leggi, temendo il Signore nostro Dio così da essere sempre felici ed essere conservati in vita, come appunto siamo oggi. (Dt 6,20-24)

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri dei di fronte a me… (Dt 5,6-7)

Storicità
Non c’è documentazione archeologica, né riferimento nei testi egiziani di quanto l’Esodo narra. Estremamente difficile quindi definirne la verità storica.

Dall’analisi del testo ricaviamo una trama di questo tipo.
Gli ebrei vivevano nel nord dell’Egitto, quindi si spostano verso est nell’entroterra del Sinai senza seguire la via costiera (più corta per la Palestina), attraverso una regione attraversata dal mare (o da laghi, visto la presenza di canne). Dio li scampa dalla minaccia egiziana.

Intenzione del libro dell’Esodo è dunque indicare come Dio vada servito in ogni tempo (anche oggi), come rapportarsi di fronte alla sua fedeltà.

Temi principali
1.   Moltiplicazione degli ebrei (cap. 1)
Dio mantiene la sua promessa (non è solo un fatto naturale). Sorge un nuovo faraone che non ha nome, poichè rappresenta il potere che contrasta Dio.

I figli d'Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il paese ne fu ripieno. Allora sorse sull'Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. E disse al suo popolo: "Ecco che il popolo dei figli d'Israele è più numeroso e più forte di noi. Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che aumenti, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese. (Es 1,7-10)

Poi il re d'Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l'altra Pua: "Quando assistete al parto delle donne ebree, osservate quando il neonato è ancora tra le due sponde del sedile per il parto: se è un maschio, lo farete morire; se è una femmina, potrà vivere". Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d'Egitto e lasciarono vivere i bambini. (Es 1,15-17)

Il timore di Dio dà la vita, il timore del faraone provoca morte.

2.   Le piaghe d’Egitto (cap 7-11)
La pretesa del faraone di contrapporsi a Dio è inutile. Cederà solo di fronte alla morte del figlio.
Il campo di battaglia è il cuore indurito del faraone, dove per cuore non si intendono i sentimenti, ma l’intelligenza e la coscienza. Quindi più che cattivo, il faraone sceglie di non essere disponibile ad ascoltare e obbedire al volere di Dio.

3.   Istituzione della Pasqua (cap 12)
Ci troviamo di fronte a due riti: quello degli azzimi e quello della pasqua, che cadevano entrambi nel primo mese dell’anno antico (in primavera). Si racconta ciò che avviene, ma anche ciò che va tramandato. Così bisognerà servire il Signore: è una festa, una liturgia, un memoriale.
Chi legge questi testi, è invitato a fare memoria attraverso il rito.

Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? Voi direte loro: È il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l'Egitto e salvò le nostre case". Il popolo si inginocchiò e si prostrò. Poi gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne; in tal modo essi fecero. (Es 12,25-28)

4.   L’alleanza al Sinai (cap 19-20)
Dio mostra ciò che ha fatto e propone al popolo la sua volontà (i comandamenti). Il nemico è sconfitto: il decalogo indica la strada per tenere saldo il legame con Dio, per rimanere liberi.

Io sono il Signore tuo Dio
Osservare la legge è prima di tutto professione di fede, riconoscenza per ciò che Dio ha fatto.
La legge non è condizione per la liberazione, ma conseguenza dell’agire liberante di Dio.
I comandamenti rappresentano la possibilità offerta da Dio di mantenere in vita il legame con Lui e di testimoniare nel mondo il legame con il Dio che libera. Vivere i comandamenti per non dimenticare.

Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire […] Il popolo disse a Giosuè: "No! Noi serviremo il Signore". (Gs 24,15.21)

Liberi per servire. Esiste una schiavitù che è oppressione, esiste un servizio che è testimonianza di libertà, esercizio di responsabilità.

 

Viene poi proiettato una presentazione in PowerPoint sull’enciclica “Deus Caritas est”. Clicca qui per scaricarla

 

fase di riappropriazione
… alla libertà
Affrontando il tema della libertà partiamo dalla consapevolezza che l’uomo non può amare se non è libero e che l’amore è il frutto vero della realizzazione della nostra libertà. Libertà umana che si compone di desiderio, libero arbitrio, tensione verso l’infinito. Di una cosa non possiamo fare a meno per vivere: l’amore. L’amore ci ha donato la vita: vivere è amare ed essere amati.
Liberi di amare, e nello stesso tempo costretti ad amare per vivere.
Liberàti dall’amore, se amati da persone libere.
Liberanti nell’amore, se amanti liberi.

Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi, state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù (Gal 5,1)

Una persona dimostra il proprio grado di libertà dal suo modo di amare e lasciarsi amare. Guardando alla persona che ami, prova a trovare gesti concreti che possano incarnare le seguenti caratteristiche dell’amore libero:

Esclusività
Rinuncia
Offerta
Sacrificio

Attesa
Gratuità
Ascolto
Perdono
Eternità