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Giudici, Re e Profeti

 

obiettivo
comprendere la rilevanza e il ruolo della profezia nella testimonianza della Bibbia; chiarire il senso della missione del profeta quale compito che anche oggi è richiesto ai credenti in Cristo

fase proiettiva
Profezia e futuro
I genitori sono invitati a compilare e quindi condividere la seguente traccia di riflessione.
Come vedi il futuro? Cosa pensi che possa accadere e quando.
Come pensi la fine del mondo e quando accadrà?
Se Dio oggi volesse parlare al mondo, chi sceglierebbe per parlare a suo nome e cosa direbbe.
Perchè al popolo Dio proibisce il ricorso alla magia (oroscopo, carte, etc...)?
Quali caratteristiche deve avere un profeta oggi per essere ascoltato?

fase di approfondimento
Sguardo ai testi
Dio ha liberato il suo popolo, ha stretto con lui l’alleanza, ha donato la legge. Come il popolo accoglie questi doni?
Alti e bassi nel periodo dei giudici
La terra promessa in realtà è abitata da molti popoli. Israele è messo alla prova: a quali dei credere? Quale Dio adorare? Il Libro dei Giudici, I Libri di Samuele e dei Re presentano un popolo spesso disorientato ma sempre invitato da Dio a ritrovare la strada.
I Giudici sono la risposta di Dio al grido del popolo in pericolo. Sono guide mosse dallo spirito (non riguarda i tribunali), spesso capi militari. Ogni volta il racconto segue lo schema:

popolo oppresso
giudice libera 
tempo di pace
morte del giudice
infedeltà del popolo

Samuele è l’ultimo giudice. Nato per intervento divino (madre sterile) e chiamato da giovane, pare non riuscire a guidare bene il popolo:
i Filistei sottraggono a Israele l’arca dell’alleanza (segno del Dio che libera – tavole, bastone, manna);
i suoi figli sono corrotti e non meritano di essere suoi discendenti; si invoca un re.
Sarà Samuele a consacrare il primo re, il grande condottiero Saul.

I re (profeti anteriori)
Saul è un re forte e valoroso, ma a un certo punto pare contare più su di sé che non su Dio. Sconfitti i filistei disobbedisce al comando divino di non fare bottino sacrificando tutto e tutti. Invece Saul divide il bottino tra i soldati, Samuele lo rigetta e cerca un altro re.

Viene scelto Davide (1Sam 16), il più piccolo, il pastore, quasi impreparato, ma uomo secondo il cuore di Dio. Dio è libero di scegliere con i suoi criteri. Davide sconfigge Golia, fugge da Saul, diventa re. Regna quarant’anni (7 a Ebron, 33 a Gerusalemme), dà inizio alla dinastia, poi lascia il regno a Salomone.

Salomone edifica il tempio, ma scontenta i sudditi e il regno alla sua morte si divide:
regno del nord            capitale Samaria                    invaso dagli Assiri nel 721
regno del sud             capitale Gerusalemme            invaso dai Babilonesi nel 586
Il Regno del nord, con i templi di Dan e Betel, viene descritto come impuro, idolatra: Dio aveva chiesto di essere adorato in un unico tempio.

L’esilio mette fine al periodo dei re. I regni finiscono non solo perché deboli militarmente, ma perché:
1.   non sono stati fedeli al primo comandamento non avrai altri dei fuori di me (infedeltà a Dio);
2.   la giustizia si è trasformata in omicidio, oppressione del misero (infedeltà all’uomo).
Il popolo è sempre invitato a costruire un rapporto con Dio.

I giudici vedono l’alternanza fedeltà – infedeltà, punizione – liberazione.
Samuele e re presentano una continua discesa verso il baratro dell’infedeltà.
Va sempre peggio dall’Esodo a qui: è una continua ingratitudine, anche se Dio continua a cercare una risposta autentica. Non si da per vinto.

Accanto alle figure istituzionali (giudici, re, sacerdoti) ci sono i profeti. Essi continuano l’opera di Mosè, permettendo a Dio di parlare nell’oggi. Più che predire il futuro, sono portavoce di Dio.
In evidenza il racconto di Natan e Davide, e quello di Elia con i sacerdoti di Baal.

Il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: "Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l'altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. Un ospite di passaggio arrivò dall'uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via la pecora di quell'uomo povero e ne preparò una vivanda per l'ospite venuto da lui". Allora l'ira di Davide si scatenò contro quell'uomo e disse a Natan: "Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà". Allora Natan disse a Davide: "Tu sei quell'uomo! (2Sam 12,1-7)

Elia si accostò a tutto il popolo e disse: "Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!". Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: "Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!". Tutto il popolo rispose: "La proposta è buona!". […] Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: "Baal, rispondici!". Ma non si sentiva un alito, né una risposta. […] Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: "Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!". Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: "Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!". 1 Re 18,21-39

profeti maggiori e minori (profeti posteriori)
Profeti maggiori:       
Isaia, Geremia, Ezechiele, (Daniele)
Profeti minori:    
Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia

Il bilancio delle vicende dei re sembra fallimentare. Dio non è riuscito a mantenere la sua promessa?
Egli non interviene più con fulmini e saette, ma con la voce di un silenzio che taglia.
Proprio quando tutto sembra ormai finito, Dio annuncia un futuro nuovo.

Geremia vede una nuova alleanza non più scritta su tavole, ma incisa nei cuori.
Dio è misericordioso e perdona il peccato dell’uomo, anche se grande. In forza di questo può ricominciare l’amicizia tra Dio e l’uomo (cap. 31).

Ezechiele mostra un dio che ricrea il popolo, facendolo rivivere.
La potenza di Dio, che è in grado di risuscitare i morti, può quindi anche rinnovare quanto sembra finito. Egli fa questo a causa del suo nome santo, non per i meriti dell’uomo. Israele è testimone della potenza di Dio, seme santo di fronte a tutte le genti (cap. 36-37).

L’annuncio dei profeti riguardo il futuro si riassume in questi elementi:

Dio rimarrà all’opera in questo modo:

fase di riappropriazione
sacerdoti, re e profeti
Letto il brano presente sul foglio, ciascuno cerca di rispondere alle due domande.

Mosè disse al popolo:
Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio.
Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell'assemblea, dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia. Il Signore mi rispose: Quello che hanno detto, va bene; io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire. Se tu pensi: Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta? Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l'ha detta il Signore; l'ha detta il profeta per presunzione; di lui non devi aver paura.     (Dt 18,9-22)

Il Battesimo che ho ricevuto mi ha reso sacerdote, re e profeta.