La Parola nella Bibbia
obiettivi
fare chiarezza su cosa sia la Bibbia; aiutare a comprendere in che senso la Bibbia è “parola di Dio”; far percepire che, attraverso la Bibbia, Dio parla “oggi” all’uomo e si mette in relazione con lui.
fase proiettiva
La bibbia oggi
I genitori si trovano nelle aule (i bambini sono già stati portati via) per lo svolgimento dell’incontro
Personalmente si può compilare il foglio con le seguenti domande:
- Perché questa diffusione? Secondo te, chi la legge, cosa cerca?
- Cosa vuol dire che è Parola di Dio? Che è ispirata?
- Come dobbiamo leggere la Bibbia?
- Che cosa chiediamo alla comunità parrocchiale perché la Bibbia possa diventare uno strumento di luce e di salvezza per le nostre famiglie?
- Se la Bibbia è così importante per ascoltare il Signore ed entrare in relazione con lui, che cosa potremmo fare o proporre nelle nostre famiglie per aiutare anche i nostri figli a percepire la bellezza e la preziosità di questo libro?
- Se tuo figlio ti chiedesse: «Perché la Bibbia dice che il mondo è stato creato da Dio in sei giorni, mentre il mio professore afferma che è il frutto di una esplosione originaria e di una evoluzione durata milioni di anni?», tu cosa risponderesti, alla luce di ciò che hai sentito oggi?
Lo si scambia e condivide riassumendolo su un cartellone che poi verrà presentato agli altri gruppi.
fase di approfondimento
Le origini
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
(salmo 8)
Un racconto antico dal punto di vista religioso
Che ci faccio al mondo? Qual è il mio posto? Questa la domanda che, insieme al salmista, ciascuno di noi si pone.
Il punto di vista scientifico si chiede come è fatto il mondo, quali leggi lo muovono, come si sia evoluto fino ad oggi insieme ai suoi abitanti. L’uomo cerca spiegazione ai fenomeni, adegua il mondo ai suoi bisogni (almeno fin dove può) per vivere meglio, si sente in genere padrone di quanto lo circonda.
Il punto di vista religioso si base su un altro sentore: il mondo è dato, non lo costruisco io. L’uomo si deve adattare. Con stupore (come di fronte a qualcosa che va al di là, che è più grande) ricerca la risposta sul senso del suo esserci ponendo domande a Dio, non alla realtà.
Quindi intesse un dialogo con Dio cercando di entrare in relazione positivamente col creato.
I due punti di vista utilizzano un differente linguaggio.
Per esempio alla domanda: “Perché la carestia” cercheremmo risposta nell’effetto serra o altre cause.
Gli antichi direbbero: “Abbiamo peccato”. Genesi 1-11 è permeato da questo antico pensiero religioso.
La bontà e l’armonia dell’inizio
Tutte le culture narrano l’inizio. Anche la Bibbia.
Addirittura ci sono due racconti dell’inizio (Gn 1,1-2,4a; Gn 2,4b-25).
Il primo presenta tratti originali mentre il secondo ha molte cose in comune con le altre culture.
Gn 1
- L’inizio non ha spettatori. Dell’inizio si può parlare solo attraverso il racconto, che trasforma gli avvenimenti in parole. Il protagonista è Dio, quindi il racconto è una professione di fede in Lui, non una ricerca del “come”.
- Dio non è un elemento del mondo. Non lo posso sperimentare nella realtà, non lo trovo nel mondo.
- Dio ha creato in maniera ordinata il mondo. Non c’è casualità nel cosmo. Non è l’uomo che lo ordina.
- La realtà è creata secondo la specie. L’uomo è una sola realtà, creata a immagine di Dio. Non è creato perché Dio ne ha più o meno bisogno. Anche se l’uomo crea problema con le sue scelte, rimane il fatto che Dio ha creato perché è sua volontà. E l’uomo è il vertice del volere creatore di Dio. Fatto l’uomo, Dio smette di creare: santifica, benedice e affida il mondo all’umanità.
Gn 2
- Dio ha creato l’uomo per custodire e coltivare l’universo. C’è un mondo da fare: l’uomo è donato al mondo; il lavoro non è punizione, ma attività benefica. L’umanità ha una grande responsabilità.
- La donna è creata in risposta alla solitudine dell’uomo. Dio che prima si è preoccupato del mondo, ora si preoccupa della sua creatura. Pur essendo un punto di vista maschile, la donna appare non come bene in possesso dell’uomo, ma come aiuto alla pari per l’esistenza e la relazione.
- Il matrimonio stesso appare non come un’istituzione, ma come una vocazione. I due sono un dono reciproco per un’unità armonica.
La difficoltà del vivere
Il mondo è una realtà buona come il suo creatore: questo appare leggendo i primi due capitoli di Genesi. L’uomo è posto in una relazione estremamente positiva con il mondo, con Dio, con se stesso. Ma la vita umana è diversa.
Gn 3, la caduta. Di fronte alla responsabilità verso il giardino, l’uomo si erge ad arbitro e dubita della fedeltà di Dio. Dio diventa avversario? No. Viene visto come tale, ma rimane fedele lasciando in vita l’umanità.
Dio è dalla parte dell’umanità, non un concorrente.
Gn 4, Caino e Abele. Di fronte all’insuccesso, Caino dubita della fedeltà di Dio (che Dio sia dalla sua parte) e uccide il fratello. Ma Dio rimane fedele e protegge il fuggiasco Caino.
L’altro conta più di ogni bene, e questo tiene solo se vengono mantenuti saldi i legami con Dio senza cedere alla tentazione del successo.
Gn 6-9, il diluvio. L’umanità è malvagia, violenta, tanto da poter mettere in discussione la riuscita del disegno creatore di Dio. Eppure Dio rimane fedele: il mondo continuerà perché Dio si ricorda del patto stabilito con l’uomo.
Impegno a far sì che il mondo resti buono come buono è stato creato.
Gn 11, Babele. L’umanità può costruirsi e diffondersi nel mondo. Dio senza gelosie permette che il mondo si popoli perché le relazioni buone tra gli uomini realizzino la sua volontà.
fase di riappropriazione
Sfogliare la bibbia
Si scrive su un foglietto che poi verrà casualmente scambiato un luogo, un arredo, uno spazio dove mettere la Bibbia e anche un tempo e un modo per poterla avvicinare in casa.